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	<title>Manuele Malenotti</title>
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		<title>INFIBULAZIONE, UN SEGNO CHE NON SI CANCELLA</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 15:06:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno scenario internazionale delicato e dai rapporti compromessi come quello che vediamo quotidianamente, basato su equilibri fragili e precari non sembra dare il giusto spazio alla condizione femminile. Purtroppo non ancora al riparo dalla violazione dei loro diritti fondamentali, le &#8230; <a href="http://www.manuelemalenotti.it/2012/02/06/infibulazione-un-segno-che-non-si-cancella/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-624" href="http://www.manuelemalenotti.it/2012/02/06/infibulazione-un-segno-che-non-si-cancella/mutilazioni/"><img class="alignnone size-full wp-image-624" title="mutilazioni" src="http://www.manuelemalenotti.it/wp-content/uploads/mutilazioni.jpg" alt="" width="615" height="230" /></a>Uno scenario internazionale delicato e dai rapporti compromessi come quello che vediamo quotidianamente, basato su equilibri fragili e precari non sembra dare il giusto spazio alla <strong>condizione femminile.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo non ancora al riparo dalla violazione dei loro diritti fondamentali, le donne vivono situazioni di profondissimo disagio.<strong> Ignoranza e mancanza di informazione fanno sì che crimini come circoncisione, infibulazione, escissione vengano perpetrati senza essere puniti.<span id="more-623"></span><br />
</strong>Il resto del mondo, troppo impegnato a combattere guerre di crisi e recessione non si accorge che gli abusi sulla dignità delle donne da parte di  uomini che si sentono padroni legittimati a possederle, sono ancora praticati in ben 29 Paesi africani. Addirittura sono stati “esportati” in Kurdistan, Bolivia, Yemen, Arabia Saudita, Indonesia e persino in Occidente, Italia compresa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi è la giornata mondiale contro l’infibulazione e mi è sembrato doveroso fare informazione, per quanto mi è possibile, su questo fenomeno ancora largamente sconosciuto.<br />
</strong>Le mutilazioni genitali femminili vengono da retaggi legati alla cultura e alle tradizioni di un passato patriarcale che permetteva agli uomini di violare l’intimità delle donne e di sentirsi autorizzati a farlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il problema è che la mortificazione delle donne con la violenza che non è solo fisica ma anche e soprattutto psicologica è ancora permessa.</strong> Quella dell’informazione è l’unica battaglia che si può combattere è si deve combattere: l’associazione “Non c&#8217;è pace senza giustizia” ha lanciato oggi la campagna “Decidi tu che segno lasciare”. E’ stato realizzato uno spot televisivo e prevista una raccolta firme sul sito www.noncepacesenzagiustizia.org, da recapitare all&#8217;Assemblea generale dell&#8217;ONU.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Io credo che bisogna, con tutti i mezzi a nostra disposizione, cercare di tutelare l’operato delle associazioni attive nei paesi più poveri,</strong> di dar loro sostegno anche economico affinchè  possano portare avanti importanti campagne di sensibilizzazione.<strong> Pratiche gravemente lesive come queste devono assolutamente proibite e condannate.</strong></p>
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		<title>FACEBOOK QUOTATO IN BORSA, QUANTO VALE LA NOSTRA PRIVACY?</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non ha ancora compiuto 28 anni ma è già tra gli uomini più ricchi e potenti dl mondo. Sto parlando di Mark Zuckerberg, il celebre inventore di Facebook, che nell&#8217;arco di neanche 10 anni è arrivato a creare un impero &#8230; <a href="http://www.manuelemalenotti.it/2012/02/03/facebook-quotato-in-borsa-quanto-vale-la-nostra-privacy/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-620" href="http://www.manuelemalenotti.it/2012/02/03/facebook-quotato-in-borsa-quanto-vale-la-nostra-privacy/facebook-ipo/"><img class="alignnone size-full wp-image-620" title="facebook-IPO" src="http://www.manuelemalenotti.it/wp-content/uploads/facebook-IPO.jpg" alt="" width="615" height="230" /></a><strong>Non ha ancora compiuto 28 anni ma è già tra gli uomini più ricchi e potenti dl mondo.</strong> Sto parlando di Mark Zuckerberg, il celebre inventore di Facebook, che nell&#8217;arco di neanche 10 anni è arrivato a creare un impero da 17,5 miliardi di dollari. Pensate che nel 2003 Zuckerberg era solo una matricola di Harvard, appena arrivato all&#8217;università per studiare psicologia e informatica, e subito progettò Facemash, l&#8217;antesignano del Facebook che conosciamo adesso. <span id="more-619"></span><strong>Da allora Zuckerberg ha sempre rifiutato di cedere il frutto del suo lavoro, </strong>quello che nell&#8217;arco degli anni era diventato thefacebook.com e che aveva accresciuto già di molto la sua popolarità e il suo valore, tanto da arrivare a rifiutare un offerta miliardaria da parte di Microsoft nel 2007.</p>
<p style="text-align: justify;">E anche adesso che l&#8217;enfant prodige dei social network si prepara a sbarcare in borsa e a quotare il suo “gioiellino” che ad oggi, con 800 milioni di utenti, è il sito internet più trafficato al mondo, ha deciso di rimanere saldo al timone della città.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Infatti proprio in questi giorni Facebook ha presentato la documentazione per dar vita al suo collocamento azionario.</strong> Si tratta di una delle operazione più attese dai mercati dalla quotazione in borsa di Google, il colosso della Sylicon Valley. Ho letto che l&#8217;initial public offering sarà tra i 75 e i 100 miliardi di dollari e che l&#8217;obiettivo è quello di fare uno dei migliori debutti azionari nella storia.</p>
<p style="text-align: justify;">E non ho alcun dubbio che sarà così: 845 milioni di utenti mensili e un fatturato per il 2011 pari a 3,71 miliardi di dollari faranno di Facebook un titolo molto appetibile per gli investitori mondiali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma cosa succederà quando ci saranno importanti fette dell&#8217;azienda verranno in possesso di privati o di altre società? </strong>Per quanto sia tutto pronto per sbancare a Wall Street rimangono ancora delle questioni irrisolte? Comprare i titoli della società significherà avere accesso ai dati personali degli utenti? Chi potrà garantire la nostra privacy una volta che Facebook diventerà una società per azioni?<strong> E&#8217; stato calcolato che Facebook guadagnerà per ogni utente, 4,39 dollari, vale così poco la nostra privacy?</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>IN AFGHANISTAN LA VIOLENZA SULLE DONNE E&#8217; ANCORA UNA REALTA&#8217;, NON SI PUO&#8217; IGNORARLO</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 14:34:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ notizia delle ultime ore che una ragazza di 22 anni è stata strangolata dal marito perché ha partorito una bambina, la terza di tre figlie. Siamo a nord di Kabul in un villaggio della provincia di Kunduz. L’omicida si &#8230; <a href="http://www.manuelemalenotti.it/2012/02/01/in-afghanistan-la-violenza-sulle-donne-e-ancora-una-realta-non-si-puo-ignorarlo/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-616" href="http://www.manuelemalenotti.it/2012/02/01/in-afghanistan-la-violenza-sulle-donne-e-ancora-una-realta-non-si-puo-ignorarlo/burqa-donna/"><img class="alignnone size-full wp-image-616" title="burqa-donna" src="http://www.manuelemalenotti.it/wp-content/uploads/burqa-donna.jpg" alt="" width="615" height="230" /><br />
</a>E’ notizia delle ultime ore che una ragazza di 22 anni è stata strangolata dal marito perché ha partorito una bambina, la terza di tre figlie. Siamo a nord di Kabul in un villaggio della provincia di Kunduz. L’omicida si è rifugiato nella casa di un capo locale la cui protezione lo rende intoccabile. Anche per la polizia.<span id="more-615"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non potevo non citare questo terribile episodio di ennesima violenza perpetrata contro le donne</strong>. Donne a cui spesso e volentieri è negata non solo la libertà ma la vera e propria esistenza. Ci sono paesi del mondo dove quotidianamente qualcuno si permette di violare i diritti umani, delle donne in particolare. In Afghanistan, nella fattispecie, il 70% delle donne subisce violenze in famiglia e nel 25% dei casi si tratta di abusi sessuali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sono dati a mio parere inquietanti su cui non è giusto continuare a tacere.</strong> Bisognerebbe che i media avessero maggiore attenzione per questi crimini definiti terribili dalla stessa comunità islamica. Del resto è lo stesso Corano che sancisce i diritti delle donne.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ il modello culturale, non la religione, di molti paesi che tende a legittimare le violenze, soprattutto quelle domestiche. contro le donne.<strong> La cosa raccapricciante è che in molti casi i paesi in questione non sono poi così arretrati.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Com’è possibile che dopo anni di lotte, nascita di movimenti, proclamazioni di dichiarazioni universali… sembra che non siano stati fatti grossi passi avanti? <strong>Purtroppo l’unica cosa che è in nostro potere fare è continuare a parlare di casi come quello da me citato, diffondere le notizie e mobilitarsi per catalizzare anche l’attenzione di chi invece il potere di fare qualcosa ce l’ha.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna dire basta a chi continua a chiudere gli occhi di fronte a una realtà che si materializza lontana da noi: <strong>quello che avviene fuori dal nostro giardino spesso finiamo per considerarlo come qualcosa che non è mai avvenuto. E questo non deve succedere.</strong></p>
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		<title>HUMANITARIAN ACTION FOR CHILDREN 2012: E&#8217; ANCORA EMERGENZA IN 25 AREE DEL MONDO</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 13:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non se ne parla tutti i giorni eppure le emergenze nei paesi del Terzo Mondo restano. Non so se avete avuto modo di ascoltare le parole dell&#8217;Unicef nell&#8217;ambito della presentazione dell&#8217;ultimo rapporto &#8220;Humanitarian Action For Children 2012&#8220;. La situazione è &#8230; <a href="http://www.manuelemalenotti.it/2012/01/30/humanitarian-action-for-children-2012-e-ancora-emergenza-in-25-aree-del-mondo/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-612" href="http://www.manuelemalenotti.it/2012/01/30/humanitarian-action-for-children-2012-e-ancora-emergenza-in-25-aree-del-mondo/unicef_bambini/"><img class="alignnone size-full wp-image-612" title="unicef_bambini" src="http://www.manuelemalenotti.it/wp-content/uploads/unicef_bambini.jpg" alt="" width="615" height="230" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non se ne parla tutti i giorni eppure le<strong> emergenze nei paesi del Terzo Mondo</strong> restano. Non so se avete avuto modo di ascoltare le parole dell&#8217;Unicef nell&#8217;ambito della presentazione dell&#8217;ultimo rapporto &#8220;<strong>Humanitarian Action For Children 2012</strong>&#8220;. La situazione è a dir poco drammatica. I bambini, soprattutto del Corno d&#8217;Africa, hanno ancora davanti a loro un futuro fatto di soli problemi: dalla fame alla sete, dalla mancanza di istruzione alle carenze sanitarie. <strong>Manca davvero tutto e i problemi sono quelli di sempre,</strong> quasi come se il terzo millennio e i suoi avanzamenti qui non fossero mai arrivati. Fa rabbia sentire che, mentre i paesi occidentali pensano ai prezzi della benzina e a salvare le banche, esistono ancora realtà dove non si riesce a dar seguito nemmeno ai bisogni primari.<span id="more-611"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le cifre dell&#8217;Unicef sono emblematiche</strong>: l&#8217;associazione parla di un urgente bisogno di 1,28 miliardi di dollari utili ad assistere bambini e donne di <strong>oltre 25 aree di crisi nel mondo.</strong> Un appello che mi sento di rendere mio e vostro perchè la battaglia contro le povertà diventi una battaglia di civiltà e giustizia condivisa. L&#8217;elenco dei paesi che hanno bisogno di aiuto è davvero lungo&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Molte di queste emergenze non a caso son definite &#8220;silenziose&#8221;</strong> perchè restano sotterranee e inascoltate. I guai più grossi sono quelli che riguardano i bimbi di Somalia e in altri paesi del Corno d&#8217;Africa. Quasi un terzo del totale dei fondi richiesti dall&#8217;Unicef, infatti, sono destinati a loro ma non solo qui la vita è difficile. Si stima che l&#8217;agenzia Onu dovra&#8217; assistere 97 milioni di persone. Rima Salah, vicedirettore generale dell&#8217;Unicef, infatti, ha dichiarato che anche nel Sahel e&#8217; in atto una crisi nutrizionale piu&#8217; grave del solito.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>SHOAH, PER NON DIMENTICARE. UNA STORIA CHE NON PUO&#8217; E NON DEVE RIPETERSI</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 13:39:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi è un giorno importante per la storia e per la memoria storica dell’intera umanità. Sicuramente vi sarà capitato di leggere sul web o sui quotidiani che oggi si celebra la “Giornata della memoria”, ma forse non tutti sanno perché. &#8230; <a href="http://www.manuelemalenotti.it/2012/01/27/shoah-per-non-dimenticare-una-storia-che-non-puoe-non-deve-ripetersi/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-610" href="http://www.manuelemalenotti.it/2012/01/27/shoah-per-non-dimenticare-una-storia-che-non-puoe-non-deve-ripetersi/auschwitz/"><img class="alignnone size-full wp-image-610" title="auschwitz" src="http://www.manuelemalenotti.it/wp-content/uploads/auschwitz.jpg" alt="" width="615" height="230" /></a><strong>Oggi è un giorno importante per la storia e per la memoria storica dell’intera umanità.</strong> Sicuramente vi sarà capitato di leggere sul web o sui quotidiani che oggi si celebra la “Giornata della memoria”, ma forse non tutti sanno perché. <strong>Il 27 gennaio del 1945 i soldati russi aprirono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz</strong> trovandosi di fronte ad un orrore disumano.<span id="more-608"></span>Il mondo intero rabbrividì e cominciò a domandarsi come era stato possibile che la Shoah, e dunque le persecuzioni, le ghettizzazioni e la reclusione nei campi di sterminio da parte dei nazisti e nei confronti degli ebrei, fossero state possibili.<strong> Campi di morte certa per milioni di vittime di quel tragico e buio periodo della storia chiamato olocausto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Mai più” furono le parole gridate dal mondo intero, costretto a prendere coscienza di quell’imponente scempio</strong>. Nel 1948 le Nazioni unite alla luce della catastrofe che poco o nulla aveva di umano, e che per anni era stata tollerata durante il regime nazista, promulgarono la <strong>Dichiarazione universale dei Diritti Umani.</strong> Lo scopo era quello di riconoscere i diritti inalienabili, primo tra tutti il diritto alla vita, di tutti gli uomini in ogni nazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mai più mi ritrovo a dire anch’io oggi</strong>, anche se sono passati ben 67 anni da quel giorno in cui l’aberrazione fu portata allo scoperto. Con un misto di rabbia e lacrime penso che da una parte sia assurdo anche solo immaginare che la storia possa ripetersi, dall’altra mi rendo conto che continuare a ricordare è fondamentale soprattutto per lasciare un segno indelebile anche nella memoria delle nuove generazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla luce degli ultimi avvenimenti mi sento di condividere anche i messaggi delle alte cariche dello Stato che in questa giornata hanno dichiarato che “ricordare è il miglior antidoto contro il negazionismo e la violenza” e che “ intolleranza e xenofobia non devono intaccare i nostri valori fondanti”.</p>
<p style="text-align: justify;">Una piccola postilla mi sento di farla anche al popolo che è dolorosamente protagonista di questa ricorrenza. <strong>Non dimenticare significa non ripetere, perciò se davvero qualcosa la disumana criminalità nazista ci ha insegnato è che non si può in nessun modo e per nessun motivo calpestare la dignità umana e peggio ancora disporre della vita e della morte di altri uomini. </strong>Rivedere le possibilità sulla base delle quali stipulare un accordo con i popoli “rivali” sarebbe forse l’unico passo da compiere in questo senso. Non è forse ora che i conflitti come quello tra Israele e Palestina che dal 1940 ancora non trova una risoluzione, giungano al capolinea?<strong> Non può essere altrimenti, basta con gli inutili spargimenti di sangue e con il continuo calpestare i diritti fondamentali dell’uomo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>ETICA VS RICERCA. MA E&#8217; GIUSTO PORRE DEI LIMITI?</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cellule staminali]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; notizia di queste ore che negli Stati Uniti la ricerca sulle cellule staminali ha dato degli importati risultati per quel che riguarda la cecità, pensate che due donne hanno recuperato la vista grazie all&#8217;impianto di staminali. Questo è solo &#8230; <a href="http://www.manuelemalenotti.it/2012/01/25/etica-vs-ricerca-ma-e-giusto-porre-dei-limiti/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-606" href="http://www.manuelemalenotti.it/2012/01/25/etica-vs-ricerca-ma-e-giusto-porre-dei-limiti/coltura-cellule-staminali-laboratorio1/"><img class="alignnone size-full wp-image-606" title="coltura-cellule-staminali-laboratorio1" src="http://www.manuelemalenotti.it/wp-content/uploads/coltura-cellule-staminali-laboratorio1.jpg" alt="" width="615" height="230" /></a>E&#8217; notizia di queste ore che negli Stati Uniti <strong>la ricerca sulle cellule staminali ha dato degli importati risultati per quel che riguarda la cecità</strong>, pensate che due donne hanno recuperato la vista grazie all&#8217;impianto di staminali.<br />
Questo è solo l&#8217;ultimo successo, in ordine di tempo, della ricerca sulle cellule staminali che potenzialmente potrebbe essere applicata per guarire mali altrimenti incurabili come il morbo di Parkinson, le malattie cardiache, il morbo di Alzheimer, la paralisi, il diabete e l&#8217;ictus.<span id="more-605"></span></p>
<p>Questo però ancora non può accadere in tutti i Paesi perché la ricerca spesso incontra delle contrapposizioni etiche. <strong>E di questo che voglio parlarvi oggi, è giusto che la ricerca venga frenata dall&#8217;etica? Oppure non dovrebbe avere limiti nel suo cercare di scoprire e di indagare?</strong></p>
<p>Il problema etico nasce dal fatto che le cellule staminali vengono prelevate da embrioni umani appena qualche giorno dopo la fecondazione, c&#8217;è da chiedersi quindi se è giusto o no utilizzare un embrione come un contenitore di cellule. Se da un lato c&#8217;è chi ritiene che l&#8217;embrione di pochi giorni sia solo un ammasso di cellule dall&#8217;altro c&#8217;è chi sostiene che in potenza è una vita umana<strong>. Quindi moralmente è accettabile creare un embrione solo per produrre cellule staminali?</strong> Ovviamente qui le opinioni possono essere contrastanti ed è per questo che sono nati i Comitati etici locali e a livello extra-nazionale per discutere di questioni come queste.</p>
<p>E&#8217; ovvio che su quest&#8217;argomento non è possibile arrivare ad un&#8217;idea comune e condivisa e anche i pareri espressi dalle Commissioni spesso sono la somma di opinioni personali, contingenti e spesso modificabili nell&#8217;arco del tempo. <strong>E&#8217; difficile prendere decisioni di questo tipo ma in ogni caso si deve consentire alla ricerca di andare avanti e di proseguire le sue indagini sulla vita umana.</strong></p>
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		<title>QUANDO L&#8217;EMERGENZA E&#8217; LA NORMALITA&#8217;: IN FUGA DAL CONGO</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 16:16:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-603" href="http://www.manuelemalenotti.it/2012/01/23/quando-lemergenza-e-la-normalita-in-fuga-dal-congo/congo/"><img class="alignnone size-full wp-image-603" title="congo" src="http://www.manuelemalenotti.it/wp-content/uploads/congo.jpg" alt="" width="615" height="230" /></a><strong>Oggi voglio parlarvi di una delle tante emergenze dimenticate: in Congo ci sono centinaia di persone in fuga dalle proprie città e dalle proprie case per salvarsi la vita</strong>. <span id="more-602"></span>Fuggono dalla violenza brutale che in quei territori è diventata lo stato di normalità con bande di ribelli armati che hanno preso il potere approfittando dell&#8217;assenza dello Stato. Il Congo infatti è una<strong> terra martoriata da guerre civili che durano da anni e completamente in balia delle violenze di gruppi terroristici.</strong><br />
Veri e propri massacri che si uniscono ad azioni di brutalità contro donne e bambini: sono 60mila le persone che scappano da queste atrocità portando con sé le poche cose che posseggono. Sono in fila per le strade scoscese di montagna del Nord Kivu sperando in un futuro migliore.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non solo,<strong> questa situazione si va ad aggiungere ad un&#8217;altra emergenza quella dei campi dei rifugiati </strong>che sono già ai limiti della capienza e che non riescono ad accogliere altri profughi. Per questo stanno nascendo campi spontanei e accampamenti di fortuna: gli sfollati occupano qualunque cosa abbia un tetto o possa considerarsi un rifugio adattandosi a spazi limitati e sopportando il sovraffollamento. <strong>Non solo adesso il cibo e le risorse stanno scarseggiando, chi provvederà a queste persone?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le organizzazioni umanitarie urlano il loro disappunto, ma nessuno le ascolta. Da anni sono in queste terre e devono sopperire alla mancanza di aiuti seri e reali da parte della comunità internazionale</strong>. Non c&#8217;è un piano di riscatto di questa terra lacerata dagli odi interni e massacrata dalla violenza, ma sempre e solo piani di emergenza che si attuano nei momenti in cui la situazione arriva ai limiti. <strong>E adesso si è ai limiti delle condizioni igieniche, della situazione sanitaria, ai limiti della vivibilità e ai limiti della vita.</strong></p>
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		<title>CHIUDE MEGAVIDEO. ANCHE L&#8217;FBI CONTRO LA LIBERTA&#8217; DELLA RETE?</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 14:03:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Megaupload e Megavideo sono stati chiusi dall’FBI. Tutto questo il giorno dopo la protesta del web contro la legge bavaglio. Infatti la decisione dell’autorità giudiziaria americana è arrivata proprio nel momento in cui è al vaglio del Congresso la Sopa, &#8230; <a href="http://www.manuelemalenotti.it/2012/01/20/chiude-megavideo-anche-lfbi-contro-la-liberta-della-rete/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-598" href="http://www.manuelemalenotti.it/2012/01/20/chiude-megavideo-anche-lfbi-contro-la-liberta-della-rete/megavideo/"><img class="alignnone size-full wp-image-598" title="MEGAVIDEO" src="http://www.manuelemalenotti.it/wp-content/uploads/MEGAVIDEO.jpg" alt="" width="615" height="230" /></a><strong>Megaupload e Megavideo sono stati chiusi dall’FBI. Tutto questo il giorno dopo la protesta del web contro la legge bavaglio.</strong> Infatti la decisione dell’autorità giudiziaria americana è arrivata proprio nel momento in cui è al vaglio del Congresso la Sopa, la legge che cede ai server l’autonomia di decidere in materia di copyright.<span id="more-596"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La decisione di chiudere il principale sito per vedere film e serie televisive online, è comprensibile perché i servizi che offre Megavideo sono pur sempre considerati pirateria, <strong>ma quello che mi sorprende maggiormente &#8211; e mi induce a sospettare della buona fede dell&#8217;operazione &#8211; è il momento in cui è arrivato il provvedimentoe le motivazioni che sono state addotte.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non posso non pensare che questo intervento da parte delle autorità americane sia un altro passo verso il tentativo di imbavagliare la rete. </strong>Megaupload, infatti, mette a disposizione degli utenti la possibilità di condividere qualsiasi tipo di file di grandi dimensioni. La chiusura di questo sito significa privare il web di uno dei servizi più utili, simbolo di quella che è la libertà di condivisione delle idee in rete.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma chi la fa l&#8217;aspetti, si potrebbe dire, visto ch<strong>e a mezz’ora dalla chiusura dei due siti, si sono verificati attacchi hacker verso le pagine web dell’Fbi, dell’Autorità giudiziaria degli Usa e delle principali case discografiche e cinematografiche, titolari di importanti copywrite, che ancora adesso risultano irraggiungibili.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lungi da me difendere o tutelare siti illegali e pirati informatici, ma qui si rischia di snaturare la rete e di mettere vincoli all&#8217;utilizzo di un mezzo che di per se stesso è nato dal peer2peer e dalla condivisione. Il pericolo è che gli interessi delle parti politiche e di alcune lobby possano prevaricare sulle reali esigenze del popolo del web e della rete stessa<strong>. Forse le autorità statunitensi dovrebbero lavorare per evitare che degli hacker qualunque possano violare il sito di una delle più grandi organizzazioni al mondo quali Fbi e non per mettere il bavaglio a un sito di condivisione di contenuti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>LA LIBERTA&#8217; CORRE SUL FILO DELLA RETE, NON SI PUO&#8217; ZITTIRE IL WEB!</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 14:32:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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		<description><![CDATA[Immaginate che proprio oggi aveste bisogno di cercare qualcosa su wikipedia, l’enciclopedia online più usata al mondo: beh, oggi non potete. Per 24 ore, infatti, Wikipedia ha deciso di oscurare le sue migliaia di pagine per protestare contro due leggi &#8230; <a href="http://www.manuelemalenotti.it/2012/01/18/la-liberta-corre-sul-filo-della-rete-non-si-puo-zittire-il-web/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-594" href="http://www.manuelemalenotti.it/2012/01/18/la-liberta-corre-sul-filo-della-rete-non-si-puo-zittire-il-web/liberta_web/"><img class="alignnone size-full wp-image-594" title="liberta_web" src="http://www.manuelemalenotti.it/wp-content/uploads/liberta_web.jpg" alt="" width="615" height="230" /></a>Immaginate che proprio oggi aveste bisogno di cercare qualcosa su wikipedia, l’enciclopedia online più usata al mondo: beh, oggi non potete. <strong>Per 24 ore, infatti, Wikipedia ha deciso di oscurare le sue migliaia di pagine per protestare contro due leggi attualmente in discussione al Parlamento americano, le cosiddette Sopa e Pipa</strong>. Due leggi da cui lo stesso presidente Barack Obama prende le distanze e contro cui tutti noi dovremmo protestare.<span id="more-593"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il web vive e cresce grazie alla libertà di circolazione dei contenuti e delle idee, qualsiasi provvedimento che cerchi in qualunque modo di restringere questo potere va combattuto. <strong>Le due leggi si nascondono dietro la lotta alla pirateria online, ma in sostanza porrebbero dei limiti troppo grandi alla libera espressione su internet</strong>.<br />
La Sopa da la possibilità alle autorità federali e ai provider stessi di bloccare l’accesso o i finanziamenti a qualunque sito che usi contenuti di cui non possiede il diritto d’autore. Se pubblicate un video su Facebook di cui non avete il copyright, potrete essere denunciati e finire addirittura in carcere.</p>
<p style="text-align: justify;">È chiaro che le leggi vogliono colpire prima di tutto i social network e non la pirateria online: Facebook, Twitter, Google hanno monopolizzato l’economia del web e questo deve aver fatto storcere il naso a molti.<strong> Ma non è pensabile che anche solo il linkare i contenuti sul mio profilo possa costituire un reato perseguibile con il carcere!</strong> Al parlamento Usa è stata presentata un’altra proposta di legge, detta Open, appoggiata fra l’altro anche dai big prima citati e che rivede in sostanza il ruolo del Dipartimento della Giustizia in merito al copyright.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il web è una risorsa che ancora oggi purtroppo i grandi della Terra tendono a sottovalutare, ma lo è diventata grazie all’apertura verso le nuove idee che da sempre l’ha contraddistinta e che è parte stessa della sua natura, facciamo in modo che questo continui.</strong></p>
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		<title>L&#8217;ENERGIA VERDE FA VERAMENTE BENE AL PIANETA?</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 15:19:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[biocombustibili]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi voglio parlarvi dell&#8216;industria dei biocarburanti, molti di noi sono portati a pensare che tale industria sia un&#8217;effettiva alternativa ai combustibili fossili e sia, di conseguenza, una scelta sostenibile ed ecocompatibile. In realtà la verità è che dietro la produzione &#8230; <a href="http://www.manuelemalenotti.it/2012/01/16/lenergia-verde-fa-veramente-bene-al-pianeta/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-591" href="http://www.manuelemalenotti.it/2012/01/16/lenergia-verde-fa-veramente-bene-al-pianeta/biocombustibili/"><img class="alignnone size-full wp-image-591" title="biocombustibili" src="http://www.manuelemalenotti.it/wp-content/uploads/biocombustibili.jpg" alt="" width="615" height="230" /></a>Oggi voglio parlarvi dell<strong>&#8216;industria dei biocarburanti,</strong> molti di noi sono portati a pensare che tale industria sia un&#8217;effettiva alternativa ai combustibili fossili e sia, di conseguenza, una scelta sostenibile ed ecocompatibile.<span id="more-590"></span></p>
<p style="text-align: justify;">In realtà la verità è che <strong>dietro la produzione di biocarburanti vi sono gli interessi delle stesse multinazionali petrolifere</strong> che però sono riuscite a convincere l&#8217;opinione pubblica che l&#8217;energia derivante dai vegetali sia pulita ed economica nonché un&#8217;ottima soluzione contro il peggioramento delle condizioni climatiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questo non è assolutamente vero infatti <strong>la produzione di energia &#8221;verde&#8221; toglie importanti appezzamenti di terreno alla coltivazione </strong>e questa è una delle cause principali della scarsità di cibo. La diminuzione delle terre coltivabili crea come ripercussione primaria l&#8217;aumento dei prezzi dei generi alimentari di prima necessità e questo va a discapito principalmente dei piccoli coltivatori e allevatori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un&#8217;altra conseguenza della sostituzione dei terreni coltivabili con le monocolture per la produzione di biocarburanti è la desertificazione dei suoli e la degradazione dei terreni</strong>. Inoltre quello che molti di noi ignorano è che <strong>per produrre un litro di bioetanolo sono necessari circa 4000 litri di acqua. </strong>Ci sono milioni di persone nel mondo non riescono ad accedere all&#8217;acqua pulita e potabile e con la quantità utilizzata ogni giorno nella produzione della nostra energia &#8221;verde&#8221; si potrebbero dissetare migliaia di persone nell&#8217;Africa sub-Sahariana.</p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente <strong>molte delle persone che parlano di energie sostenibili e di alternative ecocompatibili ignorano questi particolari</strong> perché ingannati dalle informazioni che si ricevono dai media o assoggettati al mainstream, ma credo che <strong>su temi quali la scarsità di risorse e l&#8217;insufficienza di acqua potabile si debba sviluppare una coscienza critica che deve essere quantomai attenta.</strong></p>
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