Le Olimpiadi di Londra si candidano sicuramente ad essere l’evento sportivo dell’anno. L’attesa finalmente è finita, ma mai come quest’anno i giochi olimpici sono stati anticipati da una serie di polemiche e gaffe che lasciano davvero senza parole.
Voglio partire dalla questione della sicurezza: per Londra 2012 è stato messo in atto un dispiegamento di misure di sicurezza imponente, quanto problematico, che ha comportato notevoli disagi per gli atleti e soprattutto per la popolazione londinese. Certo l’allerta è altissima, soprattutto visto che la competizione cade proprio nell’anno del trentennale della strage di Monaco ’72. Sono convinto però che paralizzare in questo modo una città non possa certo essere la soluzione.
Al di là della questione sicurezza, poi, l’organizzazione si è già distinta per una serie di gaffe davvero di cattivo gusto. La figuraccia peggiore senza dubbio è stata l’esposizione della bandiera della Corea del Sud al posto di quella della Corea del Nord. Un errore imperdonabile soprattutto visto che le due nazioni non sono certo in buoni rapporti e anzi c’è una fortissima tensione che proprio negli ultimi mesi era sfociata anche in azioni dimostrative. Certo questo errore non porterà a uno strappo diplomatico, ma per l’orgoglio di uno sportivo non c’è dubbio che la bandiera e l’inno rappresentino qualcosa di speciale, e un simile errore non può certo passare inosservato.
E che dire dell‘altra figuraccia legata agli atleti nati in Paesi ex sovietici? Sul sito ufficiale delle Olimpiadi di Londra 2012, i partecipanti ai giochi nati in Ucraina e Georgia, si sono ritrovati nel campo della nazione di nascita la Russia: una disattenzione che pesa come un oltraggio agli occhi di popolazioni che hanno vissuto con fatica la loro emancipazione.
Seguirò i giochi con attenzione, ma spero di non dover assistere ad altri errori di questo tipo, che non giovano all’immagine di una manifestazione che dovrebbe essere la rappresentazione dell’unione e del rispetto dei popoli.

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