UN TRIBUNALE DELLE DONNE IN BOSNIA, PER DIRE: MAI PIU’ VIOLENZE DEL GENERE

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Come dimenticare le violenze della guerra in Bosnia sulle donne? Una ferita che ancora oggi sanguina. I diritti umani passano inevitabilmente dal rispetto del sesso femminile, ma troppo spesso ce ne dimentichiamo. Per fortuna non lo ha fatto Nuna Zvizdic, una signora di 59 anni, che, dopo quelle tragedie e quei soprusi, è diventata un’attivista per la pace e ha fondato l’associazione “Žene Ženama” (“Donne per le donne“) di Sarajevo. Il suo sogno, che oggi ho deciso di fare anche mio, è quello di mettere in piedi un “Tribunale delle donne per i Balcani”.

Si tratta di una struttura che dovrà avere il compito di dare risposte a tutte le donne violate della ex Jugoslavia, che ripristini il senso di giustizia anche se a distanza di anni. Ne sono passati ben 20 da quel terribile conflitto che ha avuto risvolti drammatici sulla popolazione civile. Purtroppo ancora molte vittime di quella cieca e maschilista violenza non hanno ancora avuto il coraggio di denunciare gli stupri subiti.

Per fortuna c’è chi come Nuna non ha smesso di lottare. Insieme a lei anche altre associazioni, come “Medica Zenica” che assiste vittime di guerra e che è già riuscita a raccogliere 28mila denunce infondendo nelle donne una grande fiducia. Perché il sogno di Nuna e delle altre attiviste dell’ex Jugoslavia diventi realtà dobbiamo collaborare tutti. Innanzitutto non facendo sentire sole le vittime di violenza che ancora oggi vivono nel terrore e poi favorendo le iniziative, come quella del tribunale delle donne che mirano a fare della giustizia una cura a quelle ferite che nessuno potrà lenire.

Laddove i tribunali canonici non sono riusciti ad arrivare forse può farlo la società civile. La prima sessione del “Tribunale delle donne” dovrebbe esserci tra cinque anni, secondo quanto previsto da queste attivissime donne che ci stanno lavorando dal 2000. E’ un progetto bellissimo che merita di essere sostenuto. In questo speciale tribunale, infatti, niente giudici né avvocati, ma solo vittime che raccontano la loro esperienza per condividere e scrivere una nuova pagina di storia che recita: Mai più violenze.

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