UGANDA, DOVE ESSERE OMOSESSUALI E’ UN REATO. MA SIAMO NEL 2012?
Arretratezza, disinformazione e ignoranza sono tre caratteristiche molto pericolose: riescono a fare in modo che la società non faccia mai progressi. Scrivo questo perché mi è capitato di leggere che in Uganda i fondamentalisti cristiani hanno proposto una legge che punisca gli omosessuali con la pena di morte.
Siamo nel 2012 e nel paese africano non è ancora possibile vivere la propria sessualità in modo libero: gay e lesbiche non hanno diritti e non sono tutelati. In Uganda gli omosessuali non solo devono convivere con il rifiuto di una società retrograda che non accetta la diversità, ma adesso dovranno anche temere di uscire per strada, di essere accusati, incarcerati e addirittura uccisi.
Non solo in Uganda ma anche in altri stati africani le persone Glbt vivono in un clima di terrore e di discriminazione, le violenze a loro carico non sono punite e anzi spesso sono incoraggiate, sono trattati alla stregua di criminali, incarcerati e torturati.
Molti ragazzi e ragazze per vivere liberamente la propria sessualità sono dovuti scappare e abbandonare il proprio paese e la propria famiglia pur di non essere accusati di colpe che non hanno e di reati che non hanno commesso.
Neanche un mese fa Ban Ki Moon, parlando al 18° summit dell’Unione africana, ha sottolineato come la discriminazione sulla base dell’identità sessuale “è stata ignorata o perfino approvata da numerosi Stati per troppo tempo, combattere queste discriminazioni è una sfida, ma non dobbiamo abbandonare le idee della Dichiarazione universale dei diritti umani”.
Ogni uomo ha diritto alla vita, al cibo, alle cure sanitarie ma ha anche diritto alla libertà individuale e all’autodeterminazione, credo che nel mondo nessuno debba essere più discriminato o perseguitato per il suo modo di essere o di pensare.

















aprile 24, 2012 alle 22:56
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