SHOAH, PER NON DIMENTICARE. UNA STORIA CHE NON PUO’ E NON DEVE RIPETERSI
Oggi è un giorno importante per la storia e per la memoria storica dell’intera umanità. Sicuramente vi sarà capitato di leggere sul web o sui quotidiani che oggi si celebra la “Giornata della memoria”, ma forse non tutti sanno perché. Il 27 gennaio del 1945 i soldati russi aprirono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz trovandosi di fronte ad un orrore disumano.Il mondo intero rabbrividì e cominciò a domandarsi come era stato possibile che la Shoah, e dunque le persecuzioni, le ghettizzazioni e la reclusione nei campi di sterminio da parte dei nazisti e nei confronti degli ebrei, fossero state possibili. Campi di morte certa per milioni di vittime di quel tragico e buio periodo della storia chiamato olocausto.
“Mai più” furono le parole gridate dal mondo intero, costretto a prendere coscienza di quell’imponente scempio. Nel 1948 le Nazioni unite alla luce della catastrofe che poco o nulla aveva di umano, e che per anni era stata tollerata durante il regime nazista, promulgarono la Dichiarazione universale dei Diritti Umani. Lo scopo era quello di riconoscere i diritti inalienabili, primo tra tutti il diritto alla vita, di tutti gli uomini in ogni nazione.
Mai più mi ritrovo a dire anch’io oggi, anche se sono passati ben 67 anni da quel giorno in cui l’aberrazione fu portata allo scoperto. Con un misto di rabbia e lacrime penso che da una parte sia assurdo anche solo immaginare che la storia possa ripetersi, dall’altra mi rendo conto che continuare a ricordare è fondamentale soprattutto per lasciare un segno indelebile anche nella memoria delle nuove generazioni.
Alla luce degli ultimi avvenimenti mi sento di condividere anche i messaggi delle alte cariche dello Stato che in questa giornata hanno dichiarato che “ricordare è il miglior antidoto contro il negazionismo e la violenza” e che “ intolleranza e xenofobia non devono intaccare i nostri valori fondanti”.
Una piccola postilla mi sento di farla anche al popolo che è dolorosamente protagonista di questa ricorrenza. Non dimenticare significa non ripetere, perciò se davvero qualcosa la disumana criminalità nazista ci ha insegnato è che non si può in nessun modo e per nessun motivo calpestare la dignità umana e peggio ancora disporre della vita e della morte di altri uomini. Rivedere le possibilità sulla base delle quali stipulare un accordo con i popoli “rivali” sarebbe forse l’unico passo da compiere in questo senso. Non è forse ora che i conflitti come quello tra Israele e Palestina che dal 1940 ancora non trova una risoluzione, giungano al capolinea? Non può essere altrimenti, basta con gli inutili spargimenti di sangue e con il continuo calpestare i diritti fondamentali dell’uomo.

















settembre 07, 2011 alle 13:13
Ti ringrazio per il link che mi hai inviato. Ho dato uno sguardo all’articolo e l’ho trovato mol...