LA FAO LANCIA L’ALLARME FAME IN AFRICA, RICORDIAMOCENE IN QUESTE FESTE DI NATALE
Ormai manca poco al Natale e la gente si affanna, come ogni anno, crisi o non, a fare compere, a pensare ai grandi cenoni. Perdonatemi se rischio di apparire retorico o banale ma l’idea di sapere che in molti paesi del mondo l’insicurezza alimentare resta “a livelli critici” mi crea disagio, rabbia e voglia di gridarlo al mondo.Secondo l’ultima edizione del rapporto trimestrale della Fao “Crop Prospects and Food Situation” l’indice dei prezzi alimentari in novembre è rimasto invariato rispetto ad ottobre. Tuttavia restano numerose le “zone critiche” nel mondo. In Somalia, ad esempio, riuscire a mangiare resta, oggi come ieri, un’impresa, soprattutto nelle zone colpite dalla siccità. Un problema non di poco conto che, secondo il rapporto della Fao, durerà “fino al raccolto dell’inizio del 2012″.
E ancora: è prevista carestia nel Middle Shabelle e tra le popolazioni profughe ad Afgoye ed a Mogadiscio e, addirittura, esistono zone considerate di vera e propria “emergenza”. Il rapporto parla di Bay, Bakool e Lower Shabelle che versano in condizioni preoccupanti.
Nel Corno d’Africa la situazione non è migliore. Qui, dice ancora la Fao: “l’insicurezza alimentare rimane critica per circa 18 milioni di persone nelle aree maggiormente colpite dalla siccità. Hanno bisogno di assistenza di emergenza 4,6 milioni di persone in Etiopia, 4 milioni in Somalia ed altri 4 in Sudan, 3,75 milioni in Kenya, 1,5 milioni nel Sud del Sudan e 180.000 a Gibuti”. Piogge irregolari e disordini non aiutano affatto queste popolazioni già vessate da malattie e scarsità di acqua.
Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger sono, inoltre, quei paesi sove è atteso un incremento dei prezzi e quindi “insicurezza alimentare”.
Il quadro è abbastanza chiaro? Viviamo in un mondo che non ha affatto perso le vecchie distinzioni tra paesi poveri e arretrati e paesi ricchi. La crisi economica di cui tanto ci lamentiamo non ha diminuito il divario che esiste tra l’Occidente e i “Terzo mondo”. Voglio dunque lasciarvi con una riflessione. Non so che anno sarà il 2012 ma so con certezza che esisteranno ancora – come ci conferma l’Onu – “33 paesi al mondo che necessitano di assistenza esterna a causa della perdita di raccolti, conflitti o disordini, disastri naturali ed elevati prezzi alimentari sul mercato interno”. Pensiamoci tra un regalo ed un altro…

















aprile 24, 2012 alle 22:56
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