EMERGENZA HAITI: QUALCOSA DEVE CAMBIARE
L’avevo asserito nel mio primo post che avrei iniziato nel segno di Haiti e dell’emergenza che colpisce l’isola da quando sei mesi fa un terribile terremoto l’ha devastata mettendo in ginocchio la popolazione.
Oggi a Roma presso la sede diplomatica dell’Ambasciata di Haiti con Géri Benoit si è tenuta una conferenza stampa dove erano presenti tutte le associazioni e gli istituti che si stanno distinguendo nel soccorso dopo il terremoto.
Immaginate il mio orgoglio nel vedermi associato con mio fratello Michele e la Belstaff a nomi quali FAO, WFP, IFAD, AVSI, ICCROM, l’Ambasciata del Brasile, del Canada e di Haiti ovviamente e poi Altaroma e Stella Jean Designs.
Un rappresentante delle istituzioni e delle Ong presenti ha sintetizzato il tipo di aiuti prestato all’indomani del terremoto.
Personalmente sei mesi dopo quella tragedia ho sottolineato quanto sia importante per me poter dare il contributo mio e di un’azienda come Belstaff. Mi è sembrato doveroso rimarcare due aspetti per far cogliere il lato concreto di tali propositi affinché non vengano scambiati per velleità o peggio ancora per trovate pubblicitarie.
Innanzitutto, occorre continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica al riguardo e ricordare che 300mila persone ad Haiti hanno perso la vita e che ancora tantissime hanno bisogno di un forte sostegno. Per questo stiamo mettendo in calendario dal prossimo gennaio una serie di eventi per supportare chi vive ancora in uno stato di necessità.
Inoltre, utilizzando la recente legge “Hope” che permette alle aziende che investono ad Haiti di vendere i prodotti negli Stati Uniti detassati, Belstaff intende creare un poll di imprenditori italiani per la produzione di capi e fare in modo che gli haitiani possano riappriopriarsi della dignità di persone pronte a darsi da fare e a non aspettare semplicemente un aiuto dall’alto.
Dopo di me ha preso la parola mio fratello Michele che oltre a confermare la mia posizione, ha informato la stampa e i presenti su una nuova linea di prodotti dedicata ad Haiti, e una parte delle vendite sarà destinata a un fondo ad hoc.
Oggi il vero aiuto che si può dare a una popolazione come quella di Haiti non può essere soltanto di mera assistenza e basta: bisogna infondere ai suoi abitanti la speranza di un futuro da costruire anche con le proprie mani e il lavoro che si può fare per rinascere come nazione e non restare ancora in balia di un aiuto esterno più o meno costante.
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